Lavoro accessorio nel condominio

Lavoro accessorio nel condominio


Il lavoro accessorio è stato introdotto con il D. Lgs. 276/2003 con l’esplicito scopo di regolamentare le forme di lavoro marginali generalmente caratterizzate dal pagamento del compenso in nero, al fine di favorire l’emersione di queste forme di lavoro.

La definizione e la disciplina dell’istituto sono previste dagli artt. 70 e ss. del D. Lgs. 276/2003, norme modificate continuamente negli anni e con il cambio dei governi: l’ultima modifica é avvenute con il D. L. 76/2013 (cd. Pacchetto lavoro) convertito in Legge 99/2013.

La caratteristica fondamentale del lavoro accessorio risiede nel particolare meccanismo di liquidazione del compenso, fondato su un sistema di buoni che costituiscono il credito dovuto al lavoratore.

Questi buoni vengono acquistati dal beneficiario - committente della prestazione di lavoro presso le rivendite autorizzate (oppure presso le direzioni provinciali INPS o tabaccai) o in via telematica, uno o più carnet di buoni dotati di un valore predefinito, che, al momento del pagamento, consegna poi al lavoratore nella quantità pattuita. In tali buoni sono compresi i contributi previdenziali ed assistenziali che al momento dell’acquisto sono già versati.

Con l’entrata in vigore della L. 99/2013 l'attuale formulazione del concetto di occasionalità non prevede più termini di durata, ma solo il tetto massimo di 5.000 euro nell'anno solare, in quanto il primo parametro (temporale) è stato superato. Infatti nell'art. 70 del dlgs 276/2003, il parametro temporale dell'occasionalità è stato eliminato, mantenendo (ed elevando a 5.000 euro) solo quello economico.

In relazione alla possibilità di utilizzare il lavoro accessorio nell’ambito del condominio, é possibile far ricorso a tale tipologia di contratto senza superare il limite di € 5.000,00 euro netti per anno solare, qualora il condominio non si avvalga di intermediari o di contratti d’appalto e di somministrazione.