Capitolo 2 - Certificazione qualificatoria preventiva

Capitolo 2 - Certificazione qualificatoria preventiva


La certificazione qualificatoria preventiva persegue come fine fondamentale quello di prevenire il contenzioso in materia di contratti di lavoro. Concettualmente si colloca alla fase iniziale del rapporto di lavoro: prima della stipula del contratto o prima che esso abbia effettiva esecuzione. Così in base all’interpretazione dell’art.75 del D.Lgs.  n. 276/2003.

Lo scopo é di qualificare esattamente l’accordo negoziale delle parti alla fattispecie richieste dalle parti, così riconducendo a quella tipologia di rapporto che dal contratto trae origine.

Così, in riferimento ad uno specifico contratto, si può certificare il tipo autonomo e la categoria, per esempio collaborazione a progetto, associazione in partecipazione con apporto di lavoro, ovvero il rapporto subordinato e la categoria a chiamata o ripartito, ecc.

Questo primo modello presenta l’utilità di rimuovere ogni dubbio sull’effettiva volontà negoziale iniziale delle parti superando le apparenze che possono essere date dall’utilizzo di un nomen juris non confacente alla prestazione lavorativa.

Si deve rilevare, però che la certificazione qualificatoria preventiva non presenta un grado di efficacia particolarmente elevato, poiché il vincolo di subordinazione, nel caso di contratto di tipo autonomo, può sorgere anche successivamente alla stipulazione del contratto di lavoro. Per questo motivo, uno dei rimedi esperibili nei confronti della certificazione é il ricorso giurisdizionale per difformità tra il programma negoziale certificato e la sua attuazione.

 

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