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ILO: In tempi di crisi il work sharing può salvare l’occupazione

Il work sharing che consiste nella ripartizione del lavoro tramite programmi di riduzione degli orari di lavoro: è stato ampiamente utilizzato per salvaguardare i posti di lavoro sia durante la Grande Recessione del 2008-2009 che successivamente. Secondo un nuovo studio dell’ILO, questo strumento ha anche un grande potenziale in termini di creazione di nuovi posti di lavoro.

Lo Studio mette in luce un importante aumento di interesse per il work sharing come strumento efficace di politica del lavoro destinato a salvaguardare gli impieghi esistenti in periodi di crisi economica.

Esistono essenzialmente due tipi di misure di work sharing.

La prima è quando un’azienda decide di ridurre gli orari di lavoro dei propri dipendenti, con l’obiettivo di spalmare un minore carico di lavoro su uno stesso (o simile) numero di lavoratori al fine di evitare licenziamenti.

Il secondo tipo di work sharing è la conseguenza di una decisione del governo di favorire la riduzione degli orari di lavoro al fine di incoraggiare altre assunzioni e quindi aumentare i livelli occupazionali. Può essere attuata in qualsiasi momento e non solo in periodi di crisi. (Fonte ILO ).

Uno degli strumenti di work sharing presenti in Italia di Eork Sharing è rappresentato dal Contratto di Solidarietà che può essere utilizzato sia per aiutare le aziende in crisi ed evitare possibili licenziamenti sia per incrementare organici attraverso l’assunzione di nuovo personale.

Lo Studio Zanon consiglia da tempo tale strumento ai propri clienti con profonda soddisfazione.